Gestalt è una parola di origine tedesca e significa “forma, formare” mentre Gesten significa “permettere”.
Nella psicologia di Gestalt, secondo la quale ogni nuova scoperta o conoscenza, comporta una strutturazione di campo, un decidere cosa portare in primo piano e cosa lasciare sullo sfondo.

Il rischio di questo meccanismo è quello di entrare in ansia ogni volta che si esce da tutto ciò che non fa parte del nostro “primo piano”, creando ansie o ancor peggio conflitti. Quando infatti vengono affrontate faccende umane tra individui bloccati sulle loro posizioni, difficilmente si troverà un punto di incontro perché invece di parlare di ciò che li accomuna, sono fermi su ciò che li divide.

L’ansia infatti creata da una situazione di questo tipo, porta ad un atteggiamento aggressivo-difensivo.

Cambiare prospettiva

Vedere le cose fa angolature differenti è un modo per uscire dalla Gestalt ma per far ciò è necessario associare l’ansia aggressivo-difensivo in un atteggiamento esplorativo, è necessario quindi attraverso il dialogo interiore, far interagire fra loro la parte conscia con quella inconscia.

La scuola è uno dei primi luoghi d’incontro dove è possibile mettere alla prova l’atteggiamento aggressivo-difensivo per tramutarlo in un atteggiamento esplorativo. Come definito infatti dalle autrici Marianella Sclavi e Gabriella Giornelli nel libro:”La scuola e l’arte di ascoltare”: “ le scuole sono dei villaggi speciali abitati da una molteplicità di coetanei fra i quali si stabiliscono importanti legami di amicizia e/o di antipatia e assieme ai quali si impara a diventare adulti, a riconoscere e praticare le relazioni della società del futuro”.

Viene da sé l’importanza di riuscire sin dall’età scolare ad avere relazioni gratificanti, mediante l’ascolto attivo dei nostri interlocutori e delle loro Gestalt, si tratta di un primo approccio con i “mondi possibili”.

Conoscere per accettare

Dal punto di vista interculturale, ciò che per noi può rappresentare la normalità, per altre popolazioni può sembrare assurdo, è come se ci trovassimo di fronte ad un piatto di riso, potendo scegliere tra forchetta e bacchette, nessuno di noi sceglierà mai le bacchette, mentre per i popoli asiatici è la normalità. Scoprire altre popolazioni, altre usanze, altri punti di vista significa conoscere altre Gestalt.

Attraverso l’ascolto attivo di sé stessi e di chi ci circonda è possibile conoscere e riconoscere le emozioni che dialogano con la razionalità, portandoci nell’atteggiamento esplorativo necessario per per poter avere più punti di osservazione quindi più Gestalt.

Una volta imparato ad attivare la capacità di muoversi ed accettare più Gestalt bisogna passare ad un’altra abitudine di pensiero guidata dall’ascolto attivo, interessata ad ogni singole Gestalt , con tutte le premesse del caso e che considera l’osservatore parte fondamentale del processo osservato.
Per questo motivo, in una società sempre più diversificata, l’ascolto attivo diventa una competenza necessaria anche nella vita di tutti i giorni, nei rapporti familiari ed anche nei rapporti lavorativi.

Nelle mie sessioni verrai accolto ed ascoltato al fine di permettermi di entrare nella tua Gestalt e creare la giusta empatia per poterti accompagnare verso il tuo obiettivo.

Contattami senza impegno e raccontami il tuo obiettivo!

Contatti